“Daria” su Mondoscrittura.it

Mondoscrittura Servizi Editoriali“Daria” è la storia di un uomo che alla soglia dei quaranta si ritrova a essere padre di una bambina di nove anni, cresciuta con una madre perfezionista al limite della paranoia. Lui, Tommaso, di perfezionismo non vuole neanche sentirne parlare: incapace di affrontare problemi e responsabilità, rifugge da sempre qualunque rapporto duri più di una notte, arrivando a manifestare il suo disagio con terribili attacchi di orticaria di chiara origine psicosomatica. Quando la sua ex moglie muore in un incidente stradale, Tommaso si trova suo malgrado costretto a fronteggiare la prima grande responsabilità della sua vita: diventare il padre di Daria. In realtà genitore lo era già, almeno biologicamente, ma fino alla scomparsa di Maria il suo era stato un ruolo marginale, una sorta di padre invisibile che “andava a lavorare in Thailandia” quando Daria faceva la prima comunione ed era costantemente “impegnato a rimettere a posto la sua vita” ogni volta in cui la figlia esternava perplessità in merito alla costante assenza del padre.

Con simili premesse “Daria” potrebbe sembrare una storia dalla tematica abusata e dai contenuti retorici, ma in realtà l’opera prima di Lorenzo Marone non è solo il racconto di un padre single, è molto di più: è un romanzo che ha l’urgenza e il bisogno di vivere – e non solo raccontare – la crescita di uno strampalato rapporto padre-figlia, dove quest’ultima, assai più matura e razionale del primo, è la chiave di volta dell’esistenza incompleta di Tommaso.

L’autore, con una semplicità disarmante, ci regala una storia divertente ma allo stesso tempo intensa e ricca di spunti di riflessione. “Daria” è un romanzo che racconta la nascita della fiducia e dell’amore passo dopo passo, attraverso piccoli gesti quotidiani che assumono significati via via più importanti. È attraverso la necessità di incastrare abitudini, tempi e orari che Tommaso cresce e capisce il senso della propria vita, riorganizza le sue priorità e per la prima volta si sente un uomo completo e realizzato. Daria, con la sua moderazione e il suo impeccabile self control, limpida e schietta come solo i bambini sanno essere, ha l’effetto di un uragano nella vita dell’inconcludente padre, da sempre terrorizzato dall’idea di progredire socialmente e umanamente, racchiuso nel suo bozzolo vuoto che mai nessuno prima della figlia era riuscito a scalfire.

Una storia che cresce di pari passo con i protagonisti e con i loro sentimenti, con le loro sfaccettature e i loro spigoli, sentimenti che progrediscono, maturano e riempiono esistenze comuni di persone comuni come Tommaso, che per anni ha lottato contro le convenzioni ma soprattutto contro se stesso e il suo profondo senso d’inadeguatezza. Tommaso, vittima di una madre oppressiva e frivola e di un padre assente, non riesce a metabolizzare l’idea di essere ormai un uomo maturo, continuando ad aggrapparsi con patetica disperazione alle gioie dellasingletudine, alle norme non scritte che regolano la sua vita privata e che gli impongono di mantenersi sempre a distanza di sicurezza da qualunque legame a lungo termine. Attraverso il rapporto con Daria sarà proprio Tommaso a crescere di più; l’assenatezza di una bambina di nove anni lo porterà a riconsiderare le granitiche certezze che lo hanno accompagnato per tutta la vita.

“Daria” è l’elogio della semplicità nell’accezione più positiva del termine, sia nei contenuti sia nello stile narrativo, perché è proprio nella semplicità che forse risiede quella perfezione tanto agognata dall’essere umano, soprattutto dalle donne, come sottolinea lo stesso Tommaso.

Quello che colpisce di “Daria”, al di là dei contenuti finora mostrati, è la scrittura di Lorenzo Marone, efficace, diretta, senza fronzoli e senza retorica, dove l’ironia viene dosata con meticolosità per arricchire una narrazione già di per sé morbida e convincente; è proprio questo stile essenziale e brillante che fa apparire leggere situazioni scomode e spinose. Il candore e l’onestà con cui Marone racconta la crescita di Tommaso, parallela alla costruzione del rapporto con la figlia, fanno sì che “Daria” risulti un romanzo riuscito sotto tutti i punti di vista: coinvolge, abbraccia, fa ridere, fa piangere, crea empatia con i protagonisti al punto da far sentire la loro mancanza una volta arrivati alla fine. Una storia di conquiste e rinunce, dove le prime appagano al punto da non far sentire il peso delle seconde.

“Daria” è un romanzo bellissimo e commovente, uno dei più belli che ho letto nell’ultimo anno, capace di analizzare con ironia e delicatezza i pregiudizi e le paure di un uomo che attraverso la figlia riesce a guardarsi dentro, liberandosi definitivamente dai fardelli che per tutta la vita gli hanno appesantito l’anima.

VALUTAZIONE: ottimo




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