La tristezza ha il sonno leggero

 

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Erri Gargiulo è il nuovo, sorprendente personaggio di Lorenzo Marone: vivo, simpatico e intenso come l’indimenticabile Cesare Annunziata de “La tentazione di essere felici”.«Lorenzo Marone racconta le contraddizioni senza cedere alle semplificazioni. E lo fa benissimo.»
Corriere della Sera

«Questo è un libro che si fa leggere con dolcezza e profondità, perché Gargiulo, il protagonista, è un uomo imperfetto come lo siamo noi.»
Luciana Littizzetto


 

«Tra la speranza e il rimpianto passa un soffio. E in quel soffio trascorriamo gran parte della nostra vita.»


 

Dal blog di Luciana Littizzetto

“Non conoscevo Lorenzo Marone e soprattutto non avevo letto il suo primo libro: La tentazione di essere felici, che pare abbia dominato le classifiche per settimane, tanto che adesso Gianni Amelio ne ha fatto pure un film.

Ma si sa. io vivo in questo mondo, ma risiedo in un altro parallelo, per cui è inutile farsi domande e soprattutto pretendere risposte.
Questo romanzo invece mi ha attirato fin dal titolo. La Tristezza ha il sonno leggero. A volte va così.

Titoli e copertine muovono chissà quali misteriose curiosità. Sono come le sirene di Ulisse, ammaliatrici. E poi la curiosità si è fatta lettura e da lì non mi sono più schiodata.
Perché questo è un libro che si fa leggere con dolcezza e profondità, perché Erri Gargiulo, il protagonista, è un uomo imperfetto come lo siamo noi.
Un 40 enne non bellissimo, un po’ impedito, ironico e ancora in cerca di un sé che tarda a definirsi. Tempo un paio di pagine e ti innamori subito di Gargiulo e pure della sua gastrite, del suo modo bislacco di ricacciare dentro le emozioni, del suo essere indeciso su tutto.

E ti riconosci. Perché in questo marasma che sono le nostre vite, le vite di tutti nessuno escluso, non rimane altra scelta che stare. E da lì, in mezzo alla confusione che ci travolge, non smettere di sperare.

Come dice lui: “Alla fine ho capito che non è vero che la speranza non si tramuta mai in realtà. È una questione di numeri: più desideri hai, maggiore è la possibilità di fare centro”.


 

Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezza e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po’ qua e un po’ là, un fine settimana dalla madre e uno dal padre. Sulla soglia dei quarant’anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, tanto emotivo e trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nello stomaco, somatizzando tutto. Un giorno la moglie Matilde, con cui ha cercato per anni di avere un bambino, lo lascia dopo avergli rivelato di avere una relazione con un collega. Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l’appuntamento con la sua vita. E deciderà di affrontare una per una le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto: una casa che senta davvero sua, un lavoro che ami, un rapporto con il suo vero padre, con i suoi irraggiungibili fratelli e le sue imprevedibili sorelle. Imparerà così che per essere soddisfatti della vita dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che non abbiamo alcun obbligo di ricoprire per sempre il ruolo affibbiatoci dalla famiglia. E quando la moglie gli annuncerà di essere incinta, Erri sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua esistenza…

Uno straordinario romanzo sulla famiglia allargata italiana dei nostri giorni, che racconta quanto le persone che ci circondano influenzino la nostra vita, tendendo a plasmare il nostro carattere e ad assegnarci un ruolo. Fino al giorno in cui capiamo che se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, occorre ribellarsi a chi ci ama.

Leggi un estratto del libro


Una mia intervista a Radio Popolare su La tristezza ha il sonno leggero:


 

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