“Novanta” su Qlibri

logoNAPOLI TRA SOGNI, SMORFIA E REALTÀ

In una vecchia canzone (“Anche un uomo”) Mina, da adulta, ammoniva una giovane donna sulle creature dotate di cromosoma xy: “Ragazza mia, ti spiego gli uomini…” Poi seguivano, tra gorgheggi, sospiri e miagolii, le disincantate considerazioni dell’inossidabile cantante sul genere maschile.
Operazione analoga – almeno nella struttura, non certamente nei contenuti – compie in “Novanta” Lorenzo Marone, che nella dedica autografata in prima pagina recita: “A Bruno… provo a spiegare la mia città”.
Perché in quest’opera composta da novanta racconti, lo scrittore partenopeo affresca altrettante situazioni e regala altrettante impressioni, ciascuna delle quali viene abbinata al numero e al simbolo de La Smorfia.

Per esemplificare la varietà di eventi e personaggi rappresentati nei racconti, mi avvarrò del medesimo espediente e dunque fornirò… due combinazioni da giocare sulla ruota di Napoli. Ma anticipo subito la mia conclusione: l’esperimento di Lorenzo Marone – spiegarmi Napoli – è perfettamente riuscito!

PRIMA COMBINAZIONE

21. ‘A femmena annura – Un racconto che illustra la doppia anima di una città complessa e anche sotterranea: “Esistono due Midtown qui: quella di sopra e quella di sotto”.

26. Nanninella – Le adolescenti non rinunciano ai loro sogni, neppure “a cavallo della superstrada Nola-Villa Literno… la terra dei fuochi … da quando quello scrittore si è messo a parlare della camorra che si serve dei rom per accendere i rifiuti tossici…”

29. ‘O pate d’e ccriature – La religione è più superstizione che fede, dinnanzi all’immagine di San Raffaele: “Non deve baciare il santo, ma il pesce che questi ha in mano”.

46. ‘E denare – Un particolare ragguardevole di questo racconto è che il termine “usuraia” o “strozzina” non viene mai impiegato per Donna Assunta (“Li devi restituire in due anni. Ventiquattro rate da cinquemila euro”. E, visto che parliamo di numeri, la somma è “quasi il doppio di quanto ha avuto”).

86. ‘A puteca – La bottega è un minimarket di Scampia. Lorenzo Marone qui scatta le istantanee dei clienti…

SECONDA COMBINAZIONE

22. ‘O pazzo – Non poteva mancare lui, il parcheggiatore abusivo. Perché l’estorsione può anche essere infinitesima e “con un euro, in questa città, ti compri la pace”.

27. ‘O cantaro – Così come non poteva mancare il falso cieco smascherato nei fatti di cronaca: “Sei invalido”, glielo deve ricordare il narratore!

28. ‘E zizze – Alias l’erotismo rappresentato con lo stilema della sceneggiata: “Patrizia si affaccia al balcone per ritirare i panni… ha il seno più bello del rione.”

47. ‘O muorto – Quante manfrine, quanti legulei per seppellire il caro estinto! E che dire della scaramanzia…

90. ‘A paura – Paura è quella di una ragazza che si sente inseguita quando “è tardi e le strade sono buie”.

Però adesso la smetto, di dare i numeri. Ma aggiungo una piccola raccomandazione: se giocherete una di queste combinazioni e vincerete, ricordatevi di chi ve l’ha suggerita.
Concludo il mio commento su “Novanta” tornando alla dedica e, guarda caso!, al testo della canzone di Mina:
… Son tanto fragili, fragili
tu maneggiali con cura
fatti di briciole, briciole
che l’orgoglio tiene su…
Lorenzo Marone, che ne dici, questi versi si adattano anche ai napoletani?

Bruno Elpis




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